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Il sito per la stima del costo di costruzione a nuovo dei fabbricati ad uso civile, industriale o agricolo.

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Dipartimento di Matematica dell'UniversitÓ degli Studi di Genova Il software determina, in tempo reale, il costo di costruzione o di ricostruzione a nuovo degli immobili ad uso civile, industriale o rurale, secondo le prescrizioni di legge vigenti sul tema e con i migliori standard riconosciuti in ambito nazionale ed internazionale. L’algoritmo di calcolo è certificato dai docenti del corso di Laurea in Statistica Matematica e Trattamento Informatico dei Dati del Dipartimento di Matematica dell’Universitá degli Studi di Genova.
I dati di costo e le relative incidenze sono assunti dal prezzario dell’unioncamere Liguri. I costi orari della manodopera sono rilevati dal mensile PONTE – Edizioni DEI – Tipografia del genio civile – (Osservatorio Prezzi A.N.C.E.).

Manuale di consultazione per la gestione delle procedure di definizione dei sinistri coperti da assicurazione nei rami elementari e di R.C.


Appendice
Parte Iª
ParteIIª
Parte IIIª
PARTE IVª – Gli altri Rami elementari e i rischi accessori 1 –
Incendio P IVª – 1.1 – Premesse e generalitá
PARTE Vª – Cenni sulle procedure per il ramo R. C. e R.C.D.

PARTE Iª Nozioni comuni a tutte le tipologie di rischio

Generalitá e note tecnico giuridiche


1.1 Il contratto assicurativo ed il rischio.

Dal supporto fondamentale del Codice civile del 1942, la nozione di Assicurazione é così definita nell’art.1882 del C.C. :" l’Assicurazione è il contratto con il quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti , del danno ad esso prodotto da un sinistro....".
Si può quindi individuare la stessa come un contratto consensuale, aleatorio ed oneroso a prestazioni corrispettive di durata , ad esecuzione continuata.
Il rischio è un elemento essenziale del contratto di assicurazione, quale presupposto imprescindibile dell’esistenza di una qualsiasi copertura assicurativa  e può essere così definito come: "possibilitá di un evento economicamente sfavorevole per colui che si assicura" ; di conseguenza la mancanza del rischio produce la nullitá del contratto di assicurazione, mentre la cessazione del rischio ha come conseguenza lo scioglimento dello stesso.
Con queste brevi premesse si è inteso fissare l’oggetto della fattispecie in esame, passando ora all’esame dei "concetti" principali.



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1.2 Concetto di sinistro

Può essere giuridicamente inteso come un evento sfavorevole , al verificarsi del quale sorge l’obbligo, da parte dell’assicuratore, di pagare l’indennità.
Nello stesso tempo sorgono, a carico dell’assicurato alcuni obblighi (o meglio oneri) il cui espletamento puntuale, consente all’assicuratore ed ai suoi collaboratori ( ispettori, liquidatori, periti, ecc..), il corretto e preciso adempimento del rapporto fiduciario.


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1.3 La denuncia del sinistro


L’articolo 1913 del C.C., sotto la dizione "Avviso all’assicuratore in caso di sinistro" (2), recita: "L’assicurato deve dare avviso del sinistro all’assicuratore o all’Agente autorizzato a concludere il contratto, entro 3 giorni da quello in cui il sinistro si verificato, o l’assicurato ne ha avuto conoscenza............" .

E’ questo un articolo fondamentale la cui corretta applicazione è spesso messa in discussione nella quotidiana pratica; si assiste infatti, nella maggioranza dei casi, a denuncie presentate in ritardo, quasi mai circostanziate nella narrativa del sinistro e incomplete, e divengono frequentemente fonte di continue discussioni.

Ma questa non deve essere la regola, è nell’interesse dell’assicurato stesso porgere "denuncia" con la massima sollecitudine e puntualità, in quanto le conseguenze di una scorretta applicazione dell’art.1913 c.c. vengono evidenziate dall’art. 1915 c.c. confermando che:

"l’assicurato che dolosamente omette l’obbligo dell’avviso, perde il diritto all’indennità".

Se l’assicurato omette colposamente di adempiere tale obbligo, l’assicuratore ha diritto di ridurre l’indennità in ragione del pregiudizio sofferto.

Note – Diciamo subito che i nostri Tribunali si sono spesso pronunciati nel senso piú favorevole all’assicurato; spetta infatti all’assicuratore l’onere di provare la tardività della denuncia (Cassazione 46/697) e il dolo o la colpa dell’assicurato (Tribunale di Bolzano 7.11.’84 Rep. Foro 1985 , 129 ).

La denuncia quindi viene a "fotografare" la situazione esistente tra assicurato ed assicuratore; il perito incaricato dalla Compagnia verifica già da essa e dai primi sopralluoghi, se il rapporto contrattuale è reciprocamente valido, se l’assicurato correttamente coperto e se la Compagnia ha assunto un rischio sopportabile.

Varie implicazioni possono sorgere al riguardo, riportandoci alla fase precontrattuale delle trattative; vi può essere infatti il caso dell’assicurato che abbia fornito dichiarazioni inesatte o reticenti o reticenti con dolo o colpa grave.

L’art. 1892 C.C. fa riflettere in questo senso: " ..... se il contraente ha reso dichiarazioni inesatte o reticenti relative a circostanze tali che l’assicuratore non avrebbe dato il suo consenso o non l’avesse dato alle medesime condizioni se avesse conosciuto il vero stato delle cose, sono causa di annullamento del contratto quando l’assicurato ha agito con dolo o colpa grave".

L’assicuratore decade dal diritto di impugnare il contratto se non agisce entro tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto l’inesattezza delle dichiarazioni o la reticenza".

In caso di dichiarazioni rese senza dolo o colpa grave (ma comunque inesatte o reticenti), l’art.1893 cc prevede le piú morbide conseguenze del recesso del contratto , che "… l’assicuratore può esercitare entro tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto la inesattezza della dichiarazione o reticenza … ".

E in caso di sinistro verificatosi prima che l’inesattezza o la reticenza sia conosciuta dall’assicuratore?

Anche qui ci viene indicata dal C.C. la soluzione, in quanto nel caso di dolo o colpa grave, la Compagnia potrà rifiutare l’indennizzo ; nei casi di colpa lieve la Compagnia potrà ridurre in proporzione tra il premio inizialmente stabilito e quello che si sarebbe applicato se si fosse conosciuta la verità.

Diverso dalle ipotesi sopra esposte il caso in cui il collaboratore della Compagnia si accorge, al momento del sopralluogo, che vi un aggravamento del rischio assicurato o una diminuzione di esso.

Sono queste le ipotesi trattate in modo analitico dagli art.1897 e 1898 C.C., ovvero:

"in caso di diminuzione del rischio l’assicurato ha diritto al minor premio, ma la Compagnia ha la facoltà di recedere dal contratto entro 2 mesi dal giorno della comunicazione"



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2 La polizza condominiale
Le garanzie dirette
Le garanzie indirette o di R.C.


2.1 La struttura della polizza G.F.


La polizza G.F. "globale fabbricati" – al pari di altre polizze globali – offre una pluralità di garanzie e precisamente una serie di garanzie dirette oltre a quelle indirette o di R.C .

La detta polizza infatti copre il proprietario e/o i proprietari o conduttori sia per i danni diretti subiti dal fabbricato oggetto della garanzia, sia per i danni indiretti che lo stesso può procurare a cose di terzi, tenendo indenne la "proprietà del fabbricato", come di seguito specificato.

Le garanzie dirette riguardano il "bene assicurato" (nel caso specifico il fabbricato) e sono riferibili quindi unicamente ai danni che il fabbricato può subire a seguito di un sinistro, le cui cause sono elencate in polizza.

La garanzia indiretta di R.C.concerne invece i danni a terzi per morte, per lesioni personali e per danneggiamenti a cose ed animali.


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2.2 La polizza del condominio


La polizza può essere stipulata dal proprietario "unico" (persona fisica e/o giuridica) del fabbricato, o dal proprietario (persona fisica e/o giuridica) di una "porzione" di fabbricato.

Nei condomini costituiti la polizza è stipulata dall’Amministratore per conto dei condomini, quale rappresentante degli stessi a tutti gli effetti. Il "condominio" è la figura di proprietà edilizia oggi piú diffusa ed è caratterizzato, come è noto, dalla consistenza di beni di proprietà comune (vedi art.1117 C.C.) con beni "UU.II" di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

E’ opportuno precisare che quando la polizza è condominiale ogni condomino assume la qualifica di assicuratore delle cose che sono assicurate, quindi anche delle parti comuni dell’edificio .

E’ come se la polizza – che e’ unica – fosse la somma di tanti contratti individuali quanti sono i condomini, piú uno per le parti comuni.

La polizza precisa che i condomini sono terzi tra di loro e che lo sono verso le parte in comune. Nota: Il che è comprensibile ove si consideri che non sempre il danno si origina e si esaurisce nell’ambito di un medesimo patrimonio (es., rottura della tubazione di Caio con danni alla parete di Caio), ma piú frequentemente – soprattutto per i danni da acqua – l’evento dannoso passa da una proprietà all’altra (es., rottura della tubazione di Caio con danni al soffitto di Sempronio).


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2.3 I danni diretti


La polizza G.F. considera peraltro i danni al fabbricato (sia alle parti comuni che alle singole porzioni di proprietà esclusiva) come "danni diretti" , sottratti cioè alla garanzia di R.C.

Nota: sempre che si tratti di danni conseguenti agli eventi previsti ed indicati dal contratto assicurativo, (incendio, fulmine, esplosione, scoppio, acqua condotta,ecc.).

La ragione di questa disposizione risulterà chiara ove si consideri che nell’ambito della polizza del condominio ogni condomino può assumere – di fronte ad un medesimo evento – la duplice veste di assicurato che ha diritto ad un indennizzo e di danneggiato che reclama un risarcimento. Ad evitare un duplice intervento da parte dell’assicuratore sovviene la citata disposizione, la quale in sostanza dispone che non ha diritto al risarcimento chi per lo stesso evento ha ricevuto un indennizzo. La disposizione comporta che i danni in parola finiscono col ricadere nella sfera di applicazione della "clausola compromissoria" e sono soggetti alla prescrizione (annuale) decorrente dalla data del fatto e non dalla richiesta dei terzo.


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2.4 I danni al "contenuto"



I danni al "contenuto" ( cose mobili ed arredamenti), conservano la loro natura di danni di R.C. ed i condomini , per questi ultimi, sono terzi tra di loro a tutti gli effetti.
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3 – Il Fabbricato



3.1 Concetto di "fabbricato" ai fini assicurativi

 

Con riferimento alla sopraccitata definizione (formulata dalla A.N.I.A.), si può ritenere che costituiscano fabbricato a tutti gli effetti :

 

  • le tinteggiature che rivestono le murature, i tramezzi ed i soffitti , anche quando, in relazione agli usi locali o patti contrattuali, siano a carico dell’inquilino.
  • gli armadi a muro
  • la carta da parati , tappezzerie e simili, in quanto non essendo separabili dalla parete ( o soffitto) cui aderisce, formano un tutto unico con la stessa e ne costituiscono parte integrante.
  • le moquette , anche quando sono applicate a rivestimento su di un pavimento finito e non solo quando siano sostitutive della pavimentazione.

A completamente di quanto sopra detto, la definizione di fabbricato , nei termini assicurativi contenuti nelle polizze G.F., è generalmente riferita all’intera costruzione edile, compresi infissi ed opere di fondazione o internate, con tutte le pertinenze annesse alla stessa (centrali termiche, box, distacchi di pertinenza, recinzioni, ecc.) quando queste siano realizzate nel fabbricato stesso o negli spazi ad esso adiacenti. In particolare comprende:

 

  • impianti idrici, igienici, elettrici, di riscaldamento e condizionamento, ascensori montacarichi, l’antenna TV centralizzata, come tutti gli altri impianti od installazioni considerati immobili per natura o destinazione, comprese tappezziere, tinteggiature, moquette.

Nota: Se pur chiara ed esauriente la dicitura sopra esposta, a volte si generano equivoci nel merito della sua interpretazione; questi sono generalmente riferiti a:

 

  • moquette : quando questa non fa parte della costruzione originaria dell’immobile, ma rappresenta un oggetto di arredo posto in opera dal conduttore, alle pareti ed ai pavimenti, al fine di creare un’ambientazione personalizzata, quindi finalizzata alla fruizione diretta dell’unità abitativa.
  • Impianti idrici autonomi quando il conduttore esegue, oltre a quelli originariamente installati, altri impianti supplementari di erogazione e scarico di acque per usi consentiti dalla legge, in uso esclusivo dell’unità immobiliare. In questo caso si intende che l’impianto "supplementare" faccia ugualmente parte dell’impianto idrico del fabbricato in quanto lo stesso, anche se "parziale", deve essere considerato, per sua natura e destinazione "immobile".


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3.2 Gli impianti e le pertinenze

 

La definizione sopra detta, comprende gli impianti necessari alla conduzione dei fabbricato e delle pertinenze. Gli impianti sono parti essenziali e strutturali dell’edificio in mancanza dei quali il fabbricato non e finito e non e’ in grado di assolvere ad alcuna funzione pratica. Le pertinenze costituiscono invece quelle ulteriori installazioni destinate ad accrescere il pregio dei fabbricato, a dare maggiore comodità’ a coloro che vi abitano oppure a tutelarne il patrimonio.

E’ opportuno ricordare che a norma dell’ art. 818 C.C. "gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale, comprendono anche le pertinenze" .

Anche se la polizza interessata al sinistro nulla dice in proposito, le pertinenze del fabbricato assicurato devono sempre ritenersi comprese in garanzia mentre per escluderle occorre una esplicita disposizione . Il valore (inteso come costo di ricostruzione) di tutti questi beni, va quindi ad incidere nella determinazione del valore di preesistenza . ( vedi Parte Iª Cap.4 ) Sono pertinenze : "le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa" (art. 1917 C. C.). Rientrano nel novero delle pertinenze del fabbricato :

 

  • l’impianto di allarme
  • l’impianto di apertura automatica del cancello
  • il videocitofono.
E’ bene tuttavia precisare che non tutto ciò che è stabilmente infisso nel fabbricato costituisce pertinenza dello stesso: l’insegna di un negozio, ad esempio, ancorchè fissata in maniera stabile alle murature non è certamente al servizio o all’ornamento dei fabbricato ma costituisce una pertinenza dell’esercizio commerciale e/o di altra attività.


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3.3 Parchi e giardini

 

E’ doveroso fare un cenno a parte circa l’eventuale esistenza, nell’area circostante il fabbricato, di parchi e giardini, con o senza alberi di alto fusto.

La polizza A.N.I.A. – come si è visto – li esclude espressamente dalla garanzia, unicamente alle strade private e alle attrezzature sportive e per giochi. Pertanto, salvo diversa pattuizione, non possono essere considerati: danni diretti al fabbricato i danneggiamenti consequenziali ad un sinistro che colpisca questi "enti".



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3.4 Precisazioni

 

E’ importante stabilire se alcuni particolari beni debbano essere considerati "fabbricato" o "contenuto" . Infatti da questa attribuzione specifica dei bene considerato, dipende l’operatività o meno della garanzia o dei tipo di garanzia (diretta o di R.C.), applicabile al caso concreto. Per "contenuto" si intende tutto quanto di "mobile" e sito all’interno del fabbricato – ovvero tutti i beni mobili che per destinazione d’uso fanno parte dell’abitazione, per attrezzatura ed uso personale o, nei casi specifici, siano riferiti ad attività commerciali, industriali ecc. .

Tali distinzioni sono oggetto delle specificazioni espressamente descritte nella polizza.



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4 La PREESISTENZA


4.1 Concetto di "preesistenza"

 

Con il termine "preesistenza" si intende prendere in considerazione tutti gli aspetti e le condizioni dello stato di fatto e d’uso delle cose assicurate riferite al loro valore e/o costo , stimate al momento del sinistro . Per quanto si riferisce agli immobili, nella loro generalità, le verifiche relative alla preesistenza possono essere così individuate:

 

  • La determinazione, a mezzo della stima teorica, del piú probabile valore di ricostruzione a nuovo del fabbricato riferito almomento del sinistro .
  • Quindi la determinazione del piú probabile costo di costruzione del fabbricato come se lo stesso fosse da costruire ex novo al momento del sinistro come di seguito dettagliatamente specificato.
  • Analoga stima deve essere effettuata per le cose mobili, per le merci, o per le attività commerciali e patrimoniali compromesse dal sinistro.

Si rinvia all’appendice "Cenni di estimo" tutto quanto riguarda le metodologie e le procedure di stima.

Nota: La conoscenza di questi valori consentirà un confronto con la somma assicurata (indicata in polizza) e di stabilire se esiste o meno "copertura assicurativa " , verificando quindi se la somma assicurata è sufficiente o insufficiente.

Tutti i dati accertati relativi allo stato di manutenzione per i fabbricati o di stato d’uso per le "cose ", devono essere riferiti sempre al momento del sinistro relativamente a tutte le cose o beni che costituiscono oggetto della copertura assicurative e la loro destinazione d’uso , consentiranno di verificare la conformità con le "dichiarazioni" rese in polizza dall’assicurato ai sensi dell’art. del C. C.

La verifica delle norme contrattuali , esposte in polizza, consente di individuare gli scoperti, le franchigie ed i massimali da applicare in sede di computo e valutazione degli indennizzi a risarcimento dei danni.



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4.2 La stima del piú probabile valore di ricostruzione

 

Il contratto assicurativo, per la determinazione dei danni risarcibili , richiede la stima della spesa necessaria per l’integrale ricostruzione a nuovo del .fabbricalo, oggetto della garanzia, riferita al momento del sinistro (e non alla data della stipula del contratto assicurativo). Pertanto la ricerca del piú probabile valore o costo per l’integrale ricostruzione a nuovo del fabbricato (VRN), può essere considerata lo scopo della stima .

La ricostruzione – teorica – del fabbricato deve essere riferita alla sua volumetria totale emergente e soprastante le sue fondazioni, nonchè a tutte le opere murarie alla stessa attinenti e contigue, come i muri e sistemazioni dei distacchi e, almeno per una porzione, le fondazioni ed i sottofondi di appoggio, escluso il valore dell’area [ vedi descrizione di "Fabbricato" Cap….].

Il valore di ricostruzione individuato (VRN), andrà posto a raffronto con la somma assicurata (SA), per verificare se esista o meno la "copertura assicurativa" appropriata (*),ovvero se: VRN è inferiore, uguale o maggiore a SA. VRN < = > SA Vengono di seguito riportati alcuni esempi. a) VRN = Valore di ricostruzione a nuovo €. 1.500.000SA = Somma assicurata €. 1.250.000la copertura è insufficiente , ovvero esiste scopertura b) VRN = €. 1.500.000SA = €. 1.550.000la copertura è sufficiente . Nota: Frequentemente il risultato dell’equazione sopraccitata costituisce oggetto di diatribe e di contestazioni tra l’Amministratore, il Perito e/o l’Agente; si ritiene pertanto utile un approfondimento dell’argomento. I dati di calcolo da ricercare, per la determinazione del VRN, sono individuali nel:

 

  • volume teorico
  • nelle caratteristiche tipologico–costruttive del fabbricato al quale si fa riferimento
  • nel prezzo o costo , riferito a prezzi unitari noti del mercato edilizio della zona, espresso solitamente per unità di misura a "metro cubo" vuoto per pieno e/o a "metro quadrato" di superficie coperta lorda.
In forma piú approfondita (attingendo dai cenni di estimo) si espongono di seguito i procedimenti e metodi di stima del piú probabile valore di ricostruzione


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4.3 Procedimenti e metodi di stima del piú probabile valore di ricostruzione

 

Per i casi piú ricorrenti si esclude la stima analitica, ovvero il computo dettagliato della totalità del fabbricato nelle sue singole componenti, quindi l’elaborazione di risultato rigoroso, probante ma complesso.

La stima sommaria o sintetica , costituita pur sempre dagli stessi elementi, ma computati e descritti in forma sintetica con sufficiente approssimazione, ovvero prodotto della volumetria lorda teorica per valore unitario a MC , può essere considerata sufficientemente valida ai fini di una probante e corretta individuatone del VRN. Il piú probabile volume teorico del fabbricato, con il procedimento analitico , comporta, oltre alla dettagliata volumetria, il computo di tutte le componenti, con analisi di costi e determinazione di prezzi di appalto, quindi con il dettaglio di tutti gli oneri tecnici, fiscali e finanziari incidenti in sommatoria sul costo.

Questa procedura è indispensabile e consigliata nei casi particolari di pesanti, ragguardevoli e consistenti danni ( causati da incendi, scoppi, esplosioni,crolli, ecc) e/o in caso di contestazioni che possono avere seguiti legali. Con il metodo di stima sintetico – sommario , i cui criteri sono riferiti alla comparazione con beni simili , la determinazione del volume teorico può essere individuata con sufficiente e valida approssimazione nel: computo del volume ideale racchiuso nell’involucro delle ponteggiatura di cantiere, necessarie alla completa edificazione del fabbricato, oltre ai volumi tecnici emergenti.

Quindi per i fabbricati che hanno sbalzi, poggioli, aggetti, bowindow, loggette, ecc, si deve necessariamente tenere conto di questo aspetto morfologico ai fini della stima in oggetto, dovrà essere necessariamente detratto il volume delle chiostrine interne di adeguata dimensione. Per ulteriori approfondimenti vedi APPENDICE –ESTIMO

 


5 La COASSICURAZIONE


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5.1 Esistenza di COASSICURAZIONE

 

Quando uno stesso rischio è assicurato da piú Compagnie, in quota proporzionale sulla stessa polizza, o con contratti diversi, si verificano le "condizioni" di presenza di COASSICURAZIONE.



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5.2 La coassicurazione diretta

 

Si ha COASSICURAZIONE diretta quando l’assicurazione di un fabbricato è prestata con un contratto unico al quale partecipano piú Compagnie che si ripartiscono la quota del rischio.

In questo caso la Compagnia che ha emesso la polizza è la DELEGATARIA e gestisce il sinistro anche per conto delle altre "coassicuratrici"; gli effetti sulla definizione e liquidazione del sinistro, sono ininfluenti per l’assicurato, in quanto i rapporti vengono definiti unicamente a livello di direzione delle Compagnie stesse.



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5.3 La coassicurazione indiretta

 

Nel caso in cui lo stesso rischio sia assicurato da piú Compagnie con contratti separati , si verifica la COASSICURAZIONE indiretta , definita dall’art.1910 del C.C. come : "…assicurazione presso diversi assicuratori …" . Lo stesso articolo del C.C. precisa che "… nel caso di sinistro l’assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori a norma dell’art. 1913, indicando a ciascuno il nome degli altri…"

Questa forma è abbastanza diffusa nelle polizze globale–fabbricato e raramente conosciuta dagli interessati. In queste circostanze contrattuali, nella procedura di definizione si attuerà il riparto in quote dei danni, riferendosi ai singoli contratti assicurativi stipulati, presi separatamente, seguendo la normativa indicata nell’art. 13 delle NORME PER LA LIQUIDAZIONE DEI SINISTRI emanate dall’A.N.I.A..



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5.4 Procedure con presenza di altre garanzie assicurative operanti

 

Tale "esistenza" di pluralità di garanzie indirette , dovrebbe risultare:

 

  • dalla denuncia di sinistro ;
  • dalle polizze stipulate , che dovrebbero indicare chiaramente tale esistenza;
  • dall’avviso di sinistro inoltrato alla Compagnia.

E’ doveroso ed indispensabile da parte dell’Amministratore, nell’interesse dell’ente assicurato, l’accertamento dell’eventuale esistenza di altre garanzie assicurative operanti, prestate da altre Compagnie di Assicurazione – Coassicuratrici indirette (*) – [ vedi norme di C.C. ] , ciò in quanto, se esistenti , andranno ad incidere direttamente nelle procedure di liquidazione e definizione del sinistro, con il riparto e l’assegnazione delle quote di indennizzo a carico delle singole Compagnie Coassicuratrici indirette. (*) (*)

Queste possono essere –omogenee o non omogenee – ovvero possono operare ai vari livelli di rischio, a copertura del danno; questo aspetto di "coassicurazione" sarà di seguito ampiamente trattato.

L’applicazione di questa procedura, in presenza di COASSICURAZIONE indiretta, per una o piú polizze, è sufficientemente semplice .

Nei casi atipici che si presentano, la definizione può assumere forme piú complesse. Con l’ausilio delle chiarificazioni emanate dall’A.N.I.A., si espone di seguito in forma appropriata la procedura richiesta nei vari casi.

Si ritiene utile precisare che, oltre alla sopraccitata situazione, è doveroso accertare sempre, specie nei casi di danni a terzi, se esistono altre garanzie assicurative riferite ai singoli condomini, o ai terzi danneggiati, verificando la regolarità amministrativa delle polizze, quindi la operatività della garanzia riferita al caso in esame.

Ciò in quanto la Coassicurazione può riguardare anche una porzione di immobile e può essere stipulata da persone, fisiche o giuridiche, diverse, riferite allo stesso ente. Nota: es.: il proprietario ha le garanzie dirette incendio e R.C., il conduttore il rischio locativo, l’R.C., ecc.



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5.5 Le "situazioni" con coassicurazioni che determinano i "casi atipici"

 

La "situazione di coassicurazione" esiste anche in presenza di concorso tra garanzie di R.C. (a favore di chi ha la responsabilità) e una garanzia diretta sui beni danneggiati. Il presente "caso" registra l’esistenza di contratti assicurativi stipulati da "soggetti" differenti, finalizzati a "interessi" diversi, per la copertura di "rischi" ben distinti.

E’ questo un "caso atipico" estraneo a quanto prevede l’ art. 1910 C.C. che fa preciso riferimento al "medesimo rischio" . L’ art. 13 – 3º e 4º comma , delle succitate "Norme per la liquidazione dei sinistri" concordate in sede A.N.I.A., regolamentano questa "tipologia" di coassicurazione. Attingendo dalle pubblicazioni A.N.I.A., in riferimento alla coassicurazione indiretta nelle varie casistiche e tipologie di polizze che si possono realizzare, si osservano tre situazioni distinte:

 

Garanzie omogenee:

 

  • Concorso di 1 polizza G.F. + 1 polizza G.F.
  • Garanzie dirette 1 polizza G.F. + 1 polizza INC (incendio)
  • Concorso di 1 polizza G.F. + 1 polizza G.F.
  • Garanzie R.C. 1 polizza G.F. + 1 polizza RCD

Garanzie non omogenee

 

  • Concorso di 1 polizza G.F. + 1 polizza INC
  • Garanzia R.C. 1 polizza G.F.(R.C.) + 1 polizza G.F. (gar.diretta)
  • con garanzia diretta

E’ ovvio che le polizze interessate possono essere presenti in numero maggiore a due; ma al momento, per chiarezza di esposizione, si intende esporre un esame ed un chiarimento delle casistiche sopra esposte.

CONCORSO DI GARANZIE dirette ( 1 pol.G.F. 1 o piú pol. G.F.)

Questa tipologia si verifica quando per il fabbricato assicurato sono state stipulate, con contratto separato, altre polizze per il medesimo rischio, con garanzie prestate da Compagnie diverse . In questi o in altri contratti vi possono essere polizze G.F. o Incendio e/o garanzie accessorie , o Furto ; quello che è importante da verificare è la stessa natura ed affinità delle garanzie.

Con queste condizioni di omogeneità della coesistenza delle garanzie, la ripartizione del danno in quote da attribuire alle singole Compagnie coassicuratrici, seguirà i criteri di computo enunciati dall’art. 13 – 1º comma delle "norme per la liquidazione dei sinistri" che si attiene al principio fissato dall’ art. 1910 C.C. e da quanto la polizza esprime al riguardo, ovvero: "…. .ciascun assicuratore determinerà l’indennità dovuta secondo il rispettivo contratto isolatamente considerato; se la somma delle indennità supera l’ammontare del danno, l’indennità in concreto dovuta da ciascun assicurato e’ determinata moltiplicando l’indennità che lo stesso avrebbe dovuto pagare secondo il proprio contratto per il rapporto fra l’ammontare del danno e l’ammontare complessivo delle indennità che tutti gli assicuratori avrebbero dovuto pagare sulla base dei rispettivi contratti …". Il procedimento di calcolo può seguire l'applicazione delle seguenti formule:

 

formula

 

dove:

ax indennizzo dell’ente x

Ms somma assicurata

VN-Ms Importo valore del fabbricato

d Danno reale

f Franchigia o massimale

Supponendo due enti e quindi due indennizzi (a1 e a2) e nel caso che la somma degli indennizzi (a1 + a2) risulti maggiore del danno reale d, per la determinazione delle quote occorre applicare un successivo riparto espresso con la seguente formula:

 

formula

 

formula

 

La Compagnia che ha la maggiore somma assicurata diviene la "Compagnia Dirigente ".

Nota: Nei casi in cui, a seguito di disguido, o difetto di denuncia di sinistro, venissero incaricati piu’ periti, l’incarico resta affidato a quel professionista incaricato dalla Compagnia Dirigente, con i criteri sopra detti. Nei casi dove tali criteri non possono essere applicati, la gestione del sinistro viene assunta dalla compagnia che assicura il condominio e non da quella che assicura un singolo condominio. In ogni caso i periti incaricati dalla Compagnia non abilitata alla gestione del danno devono immediatamente rinunciare all’incarico. Il danno accertato e liquidato dal perito, che agisce per conto di tutte le Compagnie coassicuratrici indirette, deve essere dallo stesso ripartito in quote, seguendo la procedura di calcolo sopra esposta; il perito invierà copia della propria relazione a tutte le Coassicuratrici interessate, al fine di consentire a ciascuna il pagamento della propria quota con quietanza separata.

Per meglio illustrare la procedura si propongono i seguenti esempi: CONCORSO di GARANZIE di R.C. caso: 1 Pol.G.F. + 1 Pol G.F. Nell’ipotesi che si verifichi un sinistro che richiami garanzie di R.C. , con la presenza di due o piú coperture assicurative riferite al settore R.C. si realizza una forma di coassicurazione che ha caratteristiche di "omogeneità" riferita al rischio, quindi la liquidazione può seguire il disposto dell’art. 1910 C.C. con l’applicazione dell’art. 13 Norme A.N.I.A. ormai noto. caso: 1 Pol. G.F. + 1 Pol. R.C.D. Questa ipotesi, se non frequente, presenta un concorso di garanzie solo apparentemente non omogenee, in quanto non sono, per intero, riferite al medesimo rischio. Pertanto questa forma di coassicurazione, (concorso di polizza globale con polizza R.C.D.), non dovrebbe, a stretto rigore di logica, ricadere nella normativa del citato art. 13 che, nella sua prima parte, disciplina la liquidazione in presenza di pluralità di "garanzie dirette ". Ma anche in questo caso, come esposto nelle circolari A.N.I.A.: "… possono essere applicate le regole dianzi illustrate, in conformita’ ai principi dettati dall’art. 1910 C.C., trattandosi pur sempre di concorso di garanzie omogenee (medesimo rischio)".

Pertanto ogni assicuratore determinerà il risarcimento dovuto "secondo il rispettivo contratto" e qualora la somma dei risarcimenti superi l’ ammontare del danno, ogni Compagnia sara’ tenuta a pagare soltanto la quota risultante dalla ripartizione proporzionale del danno stesso in ragione dei risarcimenti dovuti da tutti i coassicuratori . CONCORSO di DUE GARANZIE di R.C. Le disposizioni contenute nelle circolari A.N.I.A. che hanno esaminato ipotesi di coesistenza di "due separate assicurazioni di responsabilità civile" entrambe a primo rischio, ma con massimali diversi, precisano che l’indennizzo deve essere ripartito tra le due Compagnie in proporzione all’indennita’ che ciascuna sarebbe tenuta a pagare in forza dalla propria polizza

 

formula

 

Esempio:

d (danno) di €. 3.000.000
Sa (somma assicurata dalla polizza a) di €. 500.000.000
Sb (somma assicurata dalla polizza b) di €. 800.000.000
Ra (risarcimento dovuto da a)
Rb (risarcimento dovuto da b)

 

formula

 

Totale risarcimento = 1.154.000 + 1.846.000 = 3.000.000 CONCORSO di GARANZIA diretta con GARANZIA di R.C.

L’ipotesi in esame prevede la coesistenza di garanzie non omogenee,( regolato dalla 2ª parte dell’ art. 13 ) è generalmente riferita ai casi in cui un evento sinistroso rende operanti le garanzie di R.C., previste nella polizza G F , per danni a "cose" (in genere mobili), coperte con polizza incendio e garanzie accessorie. La casistica si riferisce di frequente ai danni che interessano porzioni di fabbricati condotti da attività commerciali o industriali.

Nota: In un fabbricato un sinistro determina danni consequenziali, a seguito di incendio o spargimento di acqua ( dovuto a rottura di tubazione) a beni ( in genere cose mobili), che sono coperti da una garanzia diretta prestata con polizza che prevedeva l’assicurazione incendio e garanzie accessorie.

Per esempio la rottura di una condotta di scarico del condominio, causa danni al "contenuto" (mobili, tappeti, ecc.) di proprietà dell’inquilino, e se questo contenuto è oggetto di garanzia assicurativa stipulata con un’altra Compagnia.

O se sempre a seguito di rottura di condotta condominiale, l’ acqua fuoriuscita invade il seminterrato adibito ad attività commerciali, nelle quali le merci sono assicurate con polizza incendio con garanzia accessoria acqua condotta.

In questi casi diviene operante prima la garanzia diretta che e’ da considerarsi principale: ovvero quella che direttamente assicura le "cose" danneggiate.

La garanzia di R.C. prestata dalla polizza G.F. diventa operante solamente nel caso che la prima non valga, o non sia sufficiente, a coprire interamente il danno.(*)

Nota: Generalmente alla trattazione di questi danni provvedono,in forma autonoma, le Compagnie coassicuratrici interessate. E’ comunque necessario che l’Amministratore, o chi per esso, verifichi affinchè il perito, indaghi ed accerti preventivamente l’esistenza di queste garanzie; a seguito di questa conoscenza (esistenza di garanzie dirette) , dovrà verificare se queste sono o meno operanti e in quale misura, al fine di raggiungere conclusioni che siano univoche in merito all’entità’ del danno, quindi all’applicazione delle disposizioni A.N.I.A. (art. 13).

La lettura del detto articolo, che di seguito si riportata, fornisce delle direttive che si ritengono fondamentali: a.   

La garanzia diretta e’ quella che opera in primis e, qualora la stessa risulti sufficiente a coprire interamente il danno, non e’ necessario l’intervento della Compagnia che assicura il responsabile; b.   

L’intervento di quest’ultima sarà comunque sempre parziale e cioè ripartita proporzionalmente la somma dovuta tra assicuratore diretto e danneggiato in base alla quota di danno che il primo ha pagato e il secondo ha tenuto a proprio carico solo per la quota di spettanza del danneggiato; c.    

La Compagnia che presta la garanzia diretta non può’ effettuare rivalsa nei confronti della Società’ che assicura il responsabile; può in alcuni casi rivalersi direttamente sul responsabile ma solo per un importo pari alla differenza tra l’indennizzo pagato e quanto alla medesima attribuito nella ripartizione proporzionale di cui al precedente punto b).

CONCORSO tra polizza del Condominio e polizza di un condomino Un caso particolare, ma non meno frequente, è la situazione di coassicurazione che viene a crearsi tra la Compagnia che assicura il Condominio e quella che assicura condomino. Tale circostanza sarà operante solo nei casi in cui il condominio coassicurato riveste la qualifica di danneggiato o di danneggiante.

Nota: Si ritengono trascurabili e senza conseguenze pratiche, i casi in cui il danno derivi o colpisca le "parti comuni" , in quanto la coassicurazione verrebbe limitata solamente alla quota millesimale pertinente alla porzione immobiliare considerata. Nella presente ipotesi si possono verificare i seguenti casi: a.   

Il condomino assicurato subisce un danno alle parti murarie della sua unità immobiliare. In questo caso si verifica un concorso di due garanzie dirette, quindi omogenee ed il riparto dell’indennizzo, tra le Compagnie coassicuratrici avverrà sulla base di quanto disposto dalla prima parte dell’art. 13. b.    b) Il condomino arreca un danno ad altri (condomini, condominio, inquilini, terzi estranei al fabbricato). In questo caso occorre che la procedura si articoli come segue :

 

  • per i danni a cose mobili e per i beni di proprietà di terzi estranei al fabbricato, o al fabbricato vicino, si verifica un concorso di garanzie omogenee (due garanzie di R.C.)
  • la ripartizione seguirà il criterio sopra esposto verificando sempre e comunque se i "beni danneggiati" siano oggetto o meno di "altra" garanzia diretta.

Per i danni diretti al fabbricato, che comprende l’unità immobiliare coassicurata, la ripartizione dovrà seguire le disposizioni di cui al 2º e 3º comma dell’ art. 13 ; in quanto si verifica un concorso di garanzie non omogenee ovvero:

 

  • una polizza riferita a garanzia di R.C. (polizza personale del condomino)
  • e una polizza riferita ad una garanzia diretta (polizza del condominio).
Nota: La polizza G.F. del condominio , comprende una garanzia che interessa il fabbricato nella sua globalità intervenendo nel pagamento del danno senza coinvolgere l’altra polizza (del condomino), se la garanzia prestata dalla prima è sufficiente.

PARTE IIª


L’articolazione delle procedure di stima di valutazione del DANNO e la determinazione dell’INDENNIZZO, la DEFINIZIONE del sinistro


1 Il sinistro


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1.1 Apertura del "sinistro"

 

Premesso che a seguito del verificarsi di un evento ( episodio, fatto accidentale) che arreca un danno alle cose assicurate, in riferimento ad un contratto assicurativo stipulato a garanzia delle stesse, da parte dell’assicurato ( Amministratore o chi per esso) deve esserne data comunicazione alla Compagnia Assicuratrice, ovvero viene effettuata una denuncia , scritta e circostanziata dell’accaduto, [ vedi PARTE Iª – Cap. 1.3 ] a seguito di questa comunicazione la Compagnia Assicuratrice "apre" il sinistro.

La Compagnia incarica generalmente un perito , al quale conferisce il "mandato" di accertare e definire i danni conseguenziali all’evento dannoso che si è verificato.

Da questo momento il sinistro è gestito dal perito, per conto della Compagnia, con la collaborazione ed in collegamento con l’Ispettorato competente.

Questa indispensabile premessa , anche se apparentemente scontata, serve a porre nel dovuto rilievo e nell’interesse del Condominio assicurato quanto segue:

Tutti i dati e gli elementi relativi al sinistro antecedenti alla nomina del perito – la lettera di denuncia, le date relative all’evento, le circostanze di accadimento ecc.– costituiscono un bagaglio di dati che debbono essere vagliati e verificati nel corso degli accertamenti peritali, divenendo quindi influenti sulla procedura di definizione .

L’incaricato della Compagnia (perito) effettua il sopralluogo nel corso dei quale saranno rilevati ed accertati tutti gli elementi oggettivi relativi all’evento, ovvero:

 

  • la causa e la dinamica, l’esistenza dei danni, (sia diretti che indiretti), la qualità e l’entità degli stessi;
  • la individuazione del titolo di proprietà degli enti o cose danneggiate;
  • i dati di preesistenza, riferiti all’oggetto della copertura assicurativa.

Nota: Nel merito all’accertamento di danni subiti dal fabbricato, o da sue porzioni, il Perito rileverà la volumetria, la consistenza, la tipologia, le destinazioni d’uso, lo stato di manutenzione generale, sia delle parti murarie che degli impianti, ovvero quanto nella generalità si viene indicato come "preesistenza" ; il tutto è stato trattato in forma adeguata [ Cap. 4 – La preesistenza ].

E’ opportuno che siano acquisiti e posti agli atti tutti i dati (documentazione) in relazione alla denuncia, alle date riferite al sinistro, ed a tutto quanto può essere riferito al periodo di tempo antecedente alla nomina del perito. Sarà opportuno accertare se nel periodo in cui si è verificato il sinistro, fossero in corso d’opera lavori di manutenzione (ordinaria o straordinaria) eseguiti per conto di condomini e/o stati di anomalia che possono essere riferiti agli eventi dannosi.

E’altresì opportuno, da parte dell’Amministratore, di verificare il contenuto contrattuale della polizza. e l’esistenza o meno di eventuali altre garanzie assicurative operanti per conto di singoli condomini [ vedi P Iª – Cap. 5 – La coassicurazione ] . Come il perito incaricato, l’Amministratore deve essere a conoscenza dei dati oggettivi riferibili al sinistro, ovvero:

A.    conoscenza della causa e dinamica del sinistro, dei dati certi di date e periodi di accadimento, con riferimento ad eventuali situazioni o circostanze anomale, che possano aver influito.

B.    conoscenza dei dati riferibili allo stato di preesistenza degli enti assicurati.

C.    esistenza o meno di altre garanzie assicurative operanti. D.   qualità e quantità degli enti e delle cose danneggiate .



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1.2 La VERIFICA della "causa" e della "dinamica" del sinistro

 

Come detto il sinistro è il prodotto di un’evento, che si presuppone accidentale (salvo prova contraria), generato da una causa che si manifesta con una consequenziale dinamica. Questa "accidentalità " è intesa come "caso fortuito" in senso di circostanza, non deve essere confusa con l’accidentalità riferita alla rottura di impianti idrici dei fabbricati, che saranno di seguito convenientemente trattati.

E’ compito del Perito, quale "tecnico esperto" di individuare e determinare le situazioni che possono aver generato la causa e/o le cause; l’Amministratore in caso di "dubbi" nel merito, può avvalersi di un proprio Esperto Consulente, per verificare gli accertamenti e le verifiche del caso nell’interesse degli enti assicurati.

Solo quando questa sarà stata individuata con certezza, potrà essere raffrontata con le "garanzie" prestate nella polizza VERIFICANDO se le stesso sono o meno operanti , quindi il "controllo" ulteriore con le specifiche ESCLUSIONI.



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1.3 verifiche dei DANNI consequenziali del sinistro

 

I danni causati dal sinistro, qualificati e quantificati, saranno oggetto delle seguenti verifiche:

 

  • Il riferimento alle norme contrattuali (C.G.A.), consentirà di stabilire se le cose o enti colpiti, costituiscono o meno "oggetto" della copertura assicurativa descritta in polizza.
  • Ulteriore verifica deve essere riferita alla proprietà o titolo di proprietà, delle cose danneggiate, con le normative esposte nella polizza.

In tal modo vengono stabilite le operatività e le modalità del risarcimento. I danni conseguenti le rotture di condotte idriche del fabbricato, sono risarcibili in forza dell’impegno contrattuale assunto dalla Compagnia e sono riferibili ed assimilabili ai "danni da incendio"; pertanto saranno individuati in questa ottica e criterio di stima, e sono di seguito ampiamente trattati nel successivo Capitolo.

Nota: Le varie polizze G.F. emesse dalle Compagnie possono contenere informative diverse, ma nella generalità dei casi può essere ritenuta valida l’individuazione sopra esposta.



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1.4 I danni diretti ( dd )

 

Per "danni diretti" si intendono quelli che sono stati arrecati dal sinistro alla materialità delle cose assicurate, in quanto le cose si intendono assicurate nella loro materiale consistenza fisica.

L’accertamento dei danni diretti è riferito alla determinazione della loro qualità ed entità tramite una stima diretta finalizzata alla individuazione del piú probabile costo di riproduzione delle cose danneggiate, stabilendo in tal modo l’entità del danno reale.

Come recita la polizza , lo scopo della stima è così individuato:

A.    Valutazione della spesa necessaria per ricostruire a nuovo le parti distrutte e riparare quelle (solo) danneggiate.

B.    Valutazione dell’importo ricavabile dai residui delle parti di fabbricato di cui alla precedente stima.

L’ammontare del danno si otterrà applicando all’importo della stima A il deprezzamento (D%) e deducendo dal risultato l’importo della valutazione di cui al punto B. Anche in questo procedimento estimativo, è chiara l’indicazione dello "scopo" individuando nei costi di riproduzione parziali, il piú probabile ammontare del costo di ricostruzione, quindi del danno. I contratti assicurativi piú recenti, generalmente hanno clausole che derogano dalla procedura di applicazione del deprezzamento (o degrado), assicurando il valore a nuovo del fabbricalo ed individuando su questa somma assicurata il pagamento del premio, per coerenza contrattuale, il danno viene risarcito a nuovo.



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1.5 I danni a cose di terzi ( RCT )

 

Un "settore" dei contratti assicurativi ( polizza G.F.), ha come "oggetto" delle garanzie prestate, l’obbligo, da parte della Compagnia di tenere indenne l’assicurato , entro i limiti dei massimali convenuti, delle somme che egli, nella sua qualità di proprietario dei fabbricato assicurato e conduttore delle parti comuni, sia tenuto a corrispondere quale civilmente responsabile, al sensi di legge, a titolo di risarcimento di danni involontariamente causati a Terzi, per morte, per lesioni personali e per danneggiamenti a cose. Facendo riferimento all’oggetto dell’assicurazione sono considerati terzi , rispetto al CONDOMINIO i condomini , con eventuali ampliamenti di garanzia di RCT specificata caso per caso. Quindi anche per questi danni l’Amministratore dovrà attivarsi affinchè il Perito proceda al rilievo della qualità, quantità e stato d’uso, delle cose di terzi danneggiate a seguito dell’evento dannoso, con i criteri di stima e di valutazione dei quali si rinvia ogni dettaglio alla consultazione delle metodologie di seguito esposte.

E’ necessario, per questo "ramo" , precisare il titolo di proprietà delle cose danneggiate al fine di verificare la validità di titolo di TERZO. Nota: Per i danni a cose di terzi , intervenendo il contratto assicurativo a rispondere verso un "terzo" ( contrattualmente estraneo alla pattuizione di polizza ), per la responsabilità civile della ditta assicurata, le cose danneggiate non possono essere risarcite in base al danno riferito dal valore a nuovo, ma al dello deve essere applicato il deprezzamento facendo con riferimento alle normative giuridiche previste dal C.C..


2 – La DEFINIZIONE del sinistro


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2.1 I "criteri" di CONDIZIONAMENTI e RISERVE

 

L’esame e l’analisi di tutti i dati e gli elementi assunti nelle procedure di accertamento, consente di verificare l’esistenza o meno di condizionamenti alla operatività delle garanzie prestate, quindi se il danno sia risarcibile .

Questi "condizionamenti" sono riferibili a varie ed eventuali "circostanze" rilevate nel corso delle verifiche, che il perito esprime in RISERVE.

La RISERVA può essere quindi definita come una "eccezione" (esclusione) al risarcimento e deve essere espressamente scritta nell’ATTO di ACCERTAMENTO CONSERVATIVO del danno , che il perito emette per la definizione del sinistro.

 


2.2 La DEFINIZIONE AMICHEVOLE.

 

Quando nello svolgimento della procedura di accertamento ("Fase 2–"), si verifica la regolarità di tutti i dati e circostanze riferibili al sinistro, il perito può procede alla definizione diretta (tra le parti) in via amichevole , senza rilevare alcuna eccezione. Redigerà quindi un ATTO DI LIQUIDAZIONE AMICHEVOLE che sarà inviato o consegnato all’assicurato.

Questo ATTO ( vedi specificazione della sua forma e contenuto nell’Appendice) in sostanza espone e propone l’importo dell’indennizzo per il danno subito e, in caso di accordo diretto tra le parti , viene sottoscritto per accettazione da parte dall’assicurato ( nel caso di condominio dall’Amministratore) e costituisce la conclusione della procedura di definizione del sinistro , con la consueta riserva di ratifica della Compagnia mandante. In caso di non accettazione da parte dell’assicurato (danneggiato), non essendosi verificato l’accordo diretto tra le parti, diventa operante la normativa contrattuale, indicata in polizza , di procedura arbitrale ( clausola compromissoria). Nel merito si ritiene utile precisare che la procedura arbitrale è riferita unicamente ai soli danni diretti , ovvero ai rapporti contrattuali stabiliti direttamente e liberamente, tra la Compagnia e l’assicurato.

Nel caso di danni indiretti , ove sono stati danneggiati beni di terzi , gli ATTI di definizione dei danni subiti (dai terzi), debbano essere sempre redatti in VIA CONSERVATIVA ed inviati direttamente al terzo danneggiato e per conoscenza all’assicurato – Amministratore – che dovrà sottoscriverli per presa d’atto .

Sempre per i danni indiretti , in caso di mancato accordo, non è applicabile la procedura arbitrale prevista nella citata "clausola compromissoria) quindi un’eventuale contestazione può essere oggetto di azione legale .

Nota: Questa casistica è riferita ai danni a cose di terzi, per presunta responsabilità dell’assicurato ( Condomino– proprietario – conduttore ), si precisa che la Compagnia di Assicurazione interviene in forza di precise norme contrattuali, finalizzate a tenerlo indenne nei confronti di terzi.

 


2.3 La DEFINIZIONE in VIA CONSERVATIVA

 

Quando le "verifiche" eseguite della procedura di accertamento, fanno emergere elementi di "eccezione" al risarcimento , il perito solleverà la RISERVA, che dovrà essere esposta per iscritto in forma chiara e dettagliata, negli ATTI DI ACCERTAMENTO CONSERVATIVO del DANNO , che, come anche precedentemente esposto, devono essere spediti o consegnati all’assicurato, (per condominio all’Amministratore) e , in caso di danni a cose di terzi, al terzo danneggiato .

In merito ai riscontri per accettazione o contestazione , valgono le stesse indicazioni ed osservazioni sopra esposte, per la definizione in "via amichevole".

Si ritiene utile precisare che gli ATTI in VIA CONSERVATIVA debbono contenere tutti gli elementi di individuazione del danno e dei relativi importi .

 


2.4 La DEFINIZIONE in presenza di altre GARANZIE ASSICURATIVE

 

La problematica che insorgere, quando esiste questa pluralità di garanzie , a volte è complessa e crea casi di difficile interpretazione di norme contrattuali, spesso riferite a contratti diversi ed a differenti normative.

Nella precedente Parte Iª Capitolo 5 – La COASSICURAZIONE sono state esposte in dettaglio le casistiche e delle procedure da adottare, che seguono i disposti previsti e concordati in sede A.N.I.A. .


 

PARTE IIIª
I danni da ACQUA condotta


 

1. L’Acqua condotta



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1.1 – Concetto di "acqua condotta"

 

I fabbricati civili sono notoriamente dotati di tubazioni e/o condutture e piu’ in generale di impianti che contengono acqua, la cui fuoriuscita puo’ arrecare danni "diretti e materiali" alle murature e/o a terzi .

La polizza G.F. prevede, tra le altre, la garanzia di "acqua condotta" , offre cioe’ protezione contro i danni al fabbricato o a terzi conseguenti a fuoriuscita di acqua a seguito di rottura dei citati impianti o di parte di essi.

La dicitura "Acqua condotta" è una locuzione coniata appositamente dalle Compagnie di assicurazione e sta ad indicare quell’acqua – potabile, piovana o di scarico – che è contenuta e che scorre, cioè che "è condotta" negli appositi impianti al servizio del fabbricato.

Anche l’acqua piovana , quando è stata raccolta dalla grondaia o dal pluviali, diventa, ai fini assicurativi, "acqua condotta" .

Sempre ai fini assicurativi, non lo è invece quando si infiltra dal tetto per sconnessione di tegole o per usura del manto di impermeabilizzazione o attraverso una apertura, finestra lasciata incautamente aperta durante un temporale.

Di norma le polizze Globali – fabbricati coprono anche i danni da acqua piovana "condotta" , purchè conseguenti alla rottura delle apposite canalizzazioni di scarico.

Nota: Sul punto si conferma peraltro la opportunità di attenta VERIFICA della polizza che può contenere deroghe che escludono i danni da acqua piovana anche se condotta.

Condizione fondamentale ed indispensabile per l’operatività della garanzia "acqua condotta" è la rottura accidentale delle tubazioni . Salvo diversa pattuizione, sono quindi esclusi i danni conseguenti a rottura determinata da dolo e i danni causati da rigurgiti di fogna , cioè quegli allagamenti conseguenti ad intasamento delle tubazioni di fognatura o a mancata evacuazione delle fosse biologiche, o da mancata o inadeguata ricettività delle condotte pubbliche.



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1.2 Concetto di rottura –"rottura accidentale"

 

Il concetto di rottura deve essere riferito alle ipotesi in cui si verifichi "una compromissione o modificazione strutturale – morfologica della tubazione " e non anche ai casi di semplice occlusione o intasamento derivanti dalla presenza di corpi estranei o di sostanze di particolare densità. La rottura deve quindi essere "accidentale" cioè improvvisa e fortuita, e non essere la conseguenza della graduale usura o di lenta corrosione. Tale determinazione "casuale" si giustifica ove si consideri che l’usura generalizzata e diffusa e la corrosione sono conseguenti a persistente carenze di manutenzione. Nota: Le tubazioni e le condutture, la cui rottura determina la risarcibilità dei danni da spargimento di acqua, sono quelle che rientrano nel concetto di impianti fissi destinati alla conduzione dei fabbricati che fanno parte genericamente degli impianti idrici, igienici, di riscaldamento e di condizionamento. Vedi appendice "Corrosioni". Si precisa che entrano nel concetto dei canali anche le converse chiamate "compluvio" , cioe’ le parti in lamiera o in materiale diverso poste sui tetti per incanalare e raccogliere l’acqua piovana Restano esclusi dal concetto e quindi dalla garanzia:

 

  • le converse chiamate "displuvio" (e cioè le parti in lamiera o in altro materiale poste a protezione dei tetti ma che non servono a raccogliere ed incanalare I’ acqua piovana);
  • le tegole e le coperture di qualsiasi genere;
  • i faldali (lamiere protettive poste intorno a comignoli e abbaini).

 



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1.3 Le spese e l’indennizzo per la "ricerca e riparazione dei guasti" (Rg)

 

La garanzia assicurativa, quando espressamente scritto e precisato in polizza, puo’ essere estesa alle spese "di ricerca e riparazione del guasto" .

Si tratta degli oneri che l’assicurato sostiene per la localizzazione, la riparazione o sostituzione della tubazione lesionata e per il ripristino delle strutture e murature all’uopo manomesse.

Questi oneri in mancanza di specifica pattuizione sono esclusi dalle condizioni generali di polizza.

Si tratta quindi di una garanzia accessoria a quella principale di acqua condotta, nel senso che la ricerca e la riparazione del guasto risulta operante solo nel caso in cui abbia modo di operare la garanzia principale , salvo espressa diversa pattuizione.

Occorre cioè che si verifichi una rottura accidentale di tubazioni / condutture e che la conseguente fuoriuscita di acqua arrechi danno al fabbricato o a cose di terzi; ove tale presupposto sussista, l’assicuratore rimborserà – nel limiti convenuti – le spese di muratore e di idraulico che l’assicurato ha sostenuto per eliminare la causa delle infiltrazioni.

Qualora quando la rottura di condotta idrica del fabbricato ha causato una fuoriuscita d’acqua che si è sparsa sul pavimento o si è dispersa sul terreno, senza arrecare danni di sorta , la garanzia non ha modo di operare .

Nota: La ragione di tale complementarità risulterà evidente ove si consideri che, diversamente, l’assicuratore finirebbe per coprire gli oneri della pura manutenzione degli impianti.

E’ per lo stesso motivo che la garanzia e’ limitata alla riparazione/sostituzione del solo tratto di tubazione interessata e non anche alla eventuale sostituzione dell’ intera colonna o al rifacimento integrale di una piú o meno vasta porzione dell’impianto, mentre sono in corso i lavori.

E’ opportuno in questi casi, che l’Amministratore concordi con il Perito della Compagnia, quanto e’ dovuto dì risarcimento in dipendenza del sinistro e quanto invece dovrà restare a carico dell’assicurato, per opere di manutenzione straordinaria. L’indennizzo per la "ricerca e riparazione del guasto" è riferito alle estensioni previste nelle polizze G.F. che hanno posto in essere questa garanzia, prestata in forme ed in modi diversi, a secondo dei contratti assicurativi stipulati dalle varie Compagnie.

Nota: L’accoglimento di questa " forma assicurativa " da parte degli assicurati (con prevalenza i Condomini), è stata tale da costituire oggi una pesante problematica e che sarà oggetto di particolare attenzione.

Premesso che le modalità delle prestazioni sono diverse, prenderemo in esame quelle che, nella generalità dei casi, maggiormente si propongono, cercando di individuarne gli aspetti e le caratteristiche.

Nella polizza G.F. la clausola di garanzia acqua condotta , in caso di sinistro, non comprende le spese per ricercare il guasto e per riparare o sostituire le parti danneggiate degli impianti idrici sinistrati.

Solamente in deroga alla detta esclusione e con specifica pattuizione, la Compagnia si assume l’obbligo di indennizzare le spese, sostenute dall’assicurato, per la ricerca e la riparazione della rottura , o guasto, nonchè le spese necessarie al ripristino delle parti di fabbricato interessate dal detto intervento. L’operatività della sopra esposta garanzia, definita comunemente di "ricerca guasto " , è – salvo patti contrari– condizionata da quanto segue:

 

  • che si sia verificato un danno indenizzabile , in riferimento alla garanzia "acqua condotta" .
  • che la polizza, nella sua generalità, stipulata in base alle dichiarazioni dell’assicurato (agli effetti degli articoli 1892 e 1893 C.C.), afferma, tra l’altro, il buon stato di manutenzione dello stesso
  • che le parti delle condotte che formano l’oggetto della riparazione, siano collocate nei muri e nei pavimenti del fabbricato assicurato (questa condizione non è sempre presente).

L’importo monetario della indennizzo è generalmente soggetto a franchigie e contenuto entro una concorrenza prefissata con un massimale – non superabile – che deve essere chiaramente espresso in polizza e riferito allo spazio temporale dell’anno assicurativo . Pertanto l’accertamento e la stima dell’indennizzo, dovranno essere riferiti ai seguenti elementi:

 

  • verifica della risarcibilità del sinistro , quindi dell’operatività della garanzia Ricerca Guasto.
  • esame e verifica dei lavori eseguiti nel merito del guasto, al fine di quantificare l’entità della spesa reale contenuta entro i limiti dell’intervento di riparazione e ripristino, con l’esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria .
  • stima e valutazione della spesa reale individuata nelle verifiche sopra esposte, da attirarsi con le metodologie proposte per la liquidazione dell’indennizzo.
  • verifica dell’ammontare degli indennizzi già corrisposti nell’arco dell’anno assicurativo.
Nota: La problematica che solleva l’argomento in oggetto, può essere riferita in buona parte alla "genericità" della descrizione della garanzia, come è esposta nelle polizze, quindi alle conseguenti interpretazioni della stessa in sede di accertamento peritale e di definizione. Si consiglia gli Amministratori di Condominio di chiarire convenientemente con l’Agente, in sede di stipulazione e/o aggiornamento dei contratti assicurativi, il contenuto della garanzia in oggetto.


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1.4 Generalità sugli impianti idrici dei fabbricati

 

Un fabbricato ha piú impianti idrici , in funzione del suo grado di modernità ed adeguamento di conforto al servizio dell’abitazione, ufficio, insediamento commerciale o industriale, o agli usi speciali ai quali è destinato.

Pertanto la pluralità e la tipologia degli impianti sarà conseguentemente proporzionale alla qualità e quantità delle condotte che sono in uso ai singoli impianti, quindi in conseguenza alle occasioni potenziali di guasto ovvero al rischio . Gli impianti IDROSANITARI possono essere suddivisi secondo le seguenti tipologie:

 

a.    Reti di adduzione o distribuzione, che comprendono:

 

  • acqua potabile di alimentazione, distribuzione per usi abitativi e sanitari;
  • acqua per impiantistica di riscaldamento, usi sanitari acqua calda, per condizionamento, climatizzazione e etc.
  • acqua per usi diversi: impianto antincendio usi condominiali vari, giardinaggio, serbatoio di stoccaggio, etc.

 

b. Reti di scarico e di ventilazione

 

  • smaltimento delle acque meteorologiche (definite anche bianche o piovane);
  • delle acque di rifiuto usate (acque nere o rete nera).

 

Se si raffrontano le tipologie degli impianti idrici in funzione alla loro consistenza, qualità e quantità, nonchè al loro comportamento di servizio, la tipologia dell’alloggiamento, che le condotte idriche hanno all’interno dei muri e dei pavimenti nei loro vari percorsi, con la casistica degli eventi, cioè dei sinistri accaduti, si possono avere indicazioni relative ad individuare i vari gradi o classi di "rischio" a cui è sottoposta la garanzia assicurativa in oggetto.

La garanzia relativa alla ricerca riparazione del guasto e relativo ripristino, oltre ad ampliare il rischio assicurativo, è anch’essa sottoposta alla casualità di "evento dannoso" che si verifica negli impianti sopraddetti, può quindi essere posta anche questa in diretto raffronto con le condizioni attinenti gli impianti idrici nel loro complesso. I requisiti di assicurabilità del rischio possono essere individuati costituendo delle classificazioni, il piú possibile omogenee, di eventualità (rischio) di rottura accidentale degli impianti, in funzione della qualità e quantità degli impianti stessi, nonchè delle diverse condizioni dei fluidi che gli stessi trasportano.

 



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1.5 Distinzione tipologica delle acque condotte In riferimento alla loro "provenienza"

 

I fluidi, possono essere identificati in : acque potabili di alimentazione, erogate dalla rete di distribuzione (acquedotto) e acque piovane . Le acque potabili sono immesse negli impianti idrici per gli usi domestici, sanitari, riscaldamento, ecc.; a seguito dei vari usi, le stesse vengono smaltite (salvo il ciclo dell’impianto termico), tramite l’immissione nelle reti di scarico .

Pertanto per rete nera (o acque nere) di scarico, si intendono. tutte le condotte (sia verticali che orizzontali) nelle quali vengono immesse le acque di rifiuto o risulta , provenienti dai bagni, lavandini, lavabi e apparecchi sanitari in genere.

Queste reti hanno condotte costituite con materiali diversi e con diverso diametro ; con "percorsi" verticali ed orizzontali, passanti in "alloggiamenti" di tipo diverso; i detti percorsi sono generalmente all’interno delle murature o di cassonetti in muratura, o allo scoperto (a vista); tramite pozzetti di raccolta, terminali alle colonne, sono convogliate nelle condotte fognarie comunali.

Le acque piovane provengono dai naturali eventi meteorologici, sulle coperture poste a quote diverse del fabbricato, sui distacchi sistemati a terrazzi, giardini etc. Tramite le "pendenze", piú o meno accentuate, del tetto e delle coperture, vengono convogliate in canalette coperte e/o scoperte, canali di gronde, grondaie, per essere poi immesse in condotte – di smaltimento con percorsi verticali (condotte pluviali) ed orizzontali, site all’esterno della muratura o all’interno delle stesse, per essere convogliate nella rete fognatura comunale, in canali appositi, o nei depluvi naturali.

Nota: Ai fini della individuazione di una "rottura" di impianto idrico di smaltimento delle acque piovane, si ritiene utile precisare che il rischio è riferito unicamente agli impianti fissi, ovvero a quella parte del sistema di smaltimento costituita da "condotte" che ricevono le acque raccolte dalle pendenze dei tetti delle gronde, dei compluvi, ecc., rimanendo escluse quindi tutte le altre.

Gli impianti di condotte di scarico sopra esposte sono generalmente site a quote altimetriche superiori a quella della rete comunale di smaltimento alle quali accedono; fanno eccezione gli impianti di sollevamento con pompe idrovore, per locali fondi, che costituiscono casi particolari di smaltimento di acque piovane da quote basse.

 



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1.6 Impianto idrico di alimentazione acqua potabile

 

Si diparte dalla "bocchetta" di innesto, a pressione acquedotto raggiunge il fabbricato e le condotte di distribuzione "condominiali", tramite una valvola (saracinesca) di immissione del contatore, si suddivide generalmente nelle seguenti principali condotte d’uso: – all’impianto termico condominiale nel caso di esistenza di un impianto centralizzato, ovvero la caldaia per la variazione termica, quindi alla rete di alimentazione delle piastre radianti presenti nell’appartamento o ai panelli e/o serpentine incorporate nel solaio dell’edificio.

Nel caso di impianto termico centralizzato , le condotte verticali e orizzontali di mandata e ritorno dalla caldaia seguono un percorso stabilito in sede di progettazione dell’impianto.

Tale rete, che si sviluppa in senso verticale ed orizzontale, interessa l’intero edificio come ramificazione che crea molteplici interferenze di passaggio con la totalità delle singole unità immobiliari. Il detto impianto conduce acqua in pressione e, nel periodo di funzionamento, ad alta temperatura.

Nota: I piani alti, sottotetto, o sottocopertura, comunque al di sotto del vaso di espansione, sono soggetti a guasti degli sfiati che producono fuoriuscita di acqua in pressione e causano generalmente danni vistosi agli appartamenti degli ultimi piani. I percorsi orizzontali di raccordo tra le colonne verticali, sia a livello di piani intermedi che di piani fondi, in caso di guasto provocano danni notevoli in quanto la fuoriuscita d’acqua nel tratto orizzontale si propaga tramite la soletta in vaste zone provocando vasti sgocciolamenti.

Da notare inoltre che in moltissimi fabbricati tali tratti orizzontali ai piani fondi, attraversano ed interessano vaste zone di deposito di merci e oggetti vari o aree commerciali ecc..

Le condotte di questo impianto, oltre al rischio della rottura per corrosione, sono soggette, in caso di rottura, sia agli effetti termici – sbalzi termici – sia sbalzi di pressione, a cui l’impianto tecnico è assoggettato.

La casistica esaminata indica che per l’impianto termico centralizzato, il rischio di rottura di tubazioni e di raccordi sia all’interno che all’esterno delle murature, è piú contenuto per i tratti verticali e piú esteso quindi per i pericolosi e tratti orizzontali, sia esterni che interni alle murature.

I fabbricati che hanno gli impianti di riscaldamento con il sistema autonomo (ogni singolo appartamento ha il suo impianto con la sua singola caldaia), a parte i rischi dovuti alla presenza di queste caldaie (incendio, scoppio, esplosione) e dal tipo di combustibili adoperati, presenta minori possibilità di guasto per il posizionamento delle condotte e la limitata pressione d’esercizio.

 



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1.7 – Fluidi in pressione per l’alimentazione degli impianti di condizionamento

 

Questa tipologia di impianto comporta rischi di rottura e/o stacco, nei giunti e nei manicotti di. raccordo ; il rischio è in rapporto al posizionamento altimetrico dell’impianto stesso.

L’uso condominiale di acque potabili per portineria, lavaggio scale, presa antincendio, non presenta generalmente, dato il suo contenuto limitato, particolari rischi.

Nel merito dell’oggetto si annota quanto segue:

 

  • deve essere considerato, ai fini delle occasioni di guasto quindi di rischio, l’esistenza dell’impianto idrico centralizzato o autonomo di distribuzione di acqua calda per usi sanitari,
  • per sommi capi si considera a maggiore rischio l’impianto di distribuzione di acqua calda di tipo centralizzato;
  • rischio esistente, ma contenuto e limitato, per l’uso dell’acqua calda con boiler o scaldatore autonomo sito nell’unità immobiliare.


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1.8 – Sistemi di distribuzione dell’acqua potabile

 

La problematica in oggetto nasce dalla tipologia dell’impianto e della distribuzione dell’acqua potabile all’interno del fabbricato.

L’uso dei vari servizi sanitari delle singole unità immobiliari, costituisce una rete di distribuzione della stessa, sita all’interno dell’unità immobiliare che andremo ad esaminare di seguito.

Prendendo in considerazione l’impianto di distribuzione dell’acquedotto alle singole unità immobiliari, la tipologia dello stesso si articola come segue:

 

  • I primi impianti idrici di alimentazione dei fabbricati prevedevano una distribuzione di caduta dai singoli serbatoi, uno per appartamento o uno per unità immobiliare, o da vasche con divisorie site al piani di copertura.
  • Successivamente (a Genova questo avviene dal 1950 circa ) l’impianto idrico di distribuzione viene effettuato con una rete che conduce direttamente a pressione d’acqua nella singola unità immobiliare o con pressione dell’acquedotto o coli autoclave condominiale.

Per sommi capi la tipologia può essere cosi’ divisa:

a.    serbatoi o serbatoio a quota copertura con la distribuzione di caduta alle singole unità immobiliari, in diretta distribuzione in serbatoi per ogni singola unita’.

b.    serbatoio a quota copertura alimentati in pressione acquedotto con tubazioni di alimentazione unica, con discesa singola per ogni appartamento.

Le caratteristiche tecniche delle tipologie a) e b) sopra citate, mancano di alte pressioni da 3 a 2 atmosfere al massimo con limitato tratto di caduta salvo cadute in fabbricati molto alti.

L’alimentazione diretta a pressione mandata, innestata dall’acquedotto con l’esistenza o meno di stabilizzatori di pressione e con colonne di distribuzione in pressione passanti in tratti verticali e orizzontali del fabbricato.

In questa tipologia la presenza di acqua in pressione si ramifica in piú punti dell’edificio.

A parte di mancanza di sbalzi termici, i giochi di pressione con molte varianti nella rete di alimentazione, costituiscono una serie dinamica quindi un aggravamento di rischi piú estesi.

Per sommi capi gli impianti di alimentazione, a seconda della loro tipologia quindi della pressione di funzionamento, costituiscono una graduatoria di rischi ; così gli impianti termici in funzione del loro posizionamento e della loro protezione e condizione del vano di alloggia.mento , dei loro percorsi: verticali ed orizzontali , creando una graduatoria variabile di rischio .

Nota: Per le varie CASISTICHE di sinistri di acqua condotta consultare APPENDICE – Cap. CASISTICHE e SOLUZIONI

 



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PARTE IV – Gli altri Rami elementari e i rischi accessori 1 – Incendio 1.    – Premesse e generalità


Si può trattare il presente argomento in forma unicamente sommaria, in quanto la casistica vasta è molteplice nei suoi aspetti, richiederebbe un intero trattato.

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1.2 – La causa e la dinamica del sinistro incendio

 

Nella fattispecie in oggetto è necessario indagare con attenzione, ricercare e ricostruire quelle condizioni oggettive che possono aver concorso a determinare l’evento, ovvero quella molteplicità di elementi ai quali si può far riferimento per individuare la causa e lo svolgimento successivo dell’evento.

L’individuazione delle cause rimane molte volte incerta e basata su ipotesi e supposizioni, per un approfondimento della materia, interessante per gli addetti ai lavori, esistono pregevoli pubblicazioni e studi di ricerca, pubblicati dall’A.N.I.A., alle quali questo libro fa riferimento.

Nella pratica corrente, l’incendio piú frequente è riferibile ai fabbricati e data la caratteristica del presente studio, questa casistica sarà l’oggetto delle analisi di procedura.

Quindi per i casi piú comuni di sinistri incendio, nei quali l’entità del danno è limitata e riferibile a cause sufficientemente certe, gli accertamenti preliminari consistono nel determinare se vi è stata una "combustione" con sviluppo di fiamma di cose materiali, al di fuori da appropriato focolare , che ha avuto la possibilità di estendersi e propagarsi autonomamente , causando quindi danni consequenziali, direttamente dipendenti dalla detta propagazione .

E’ quindi basilare ed indispensabile , ai fini dell’operatività delle garanzie previste nella polizza INCENDIO, che sia stato accertato questo sviluppo di fiamma , in quanto i danni consequenziali al fumo , che in alcuni casi come entità e qualità superano quelli del fuoco, non sono risarcibili , salvo patti diversi chiaramente esposti in polizza.

Quindi anche i danni conseguenti a semplice "combustine" non sono soggetti al risarcimento, assieme a quelli consequenziali al fumo che la combustione emana in misura notevole.

In sintesi nei casi piú frequenti , l’accertamento e la quantificazione dei danni, deve essere riferita con chiarezza di suddivisione tra: danni al fabbricato, danni al contenuto , nella sua generalità, e ai danni a terzi .

Nota: Sovente, in caso d’incendio, anche di modeste estensioni, il danno , da parte del danneggiato, viene considerato nella sua globalità, omettendo la distinzione, che consente di verificare il riferimento delle coperture assicurative contemplate nella polizza.

 


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1.3 – La stima dei danni e la definizione del sinistro incendio

 

Le procedure di stima e definizione, non differiscono da quelle trattate nei capitoli, riferiti ai danni della polizza G.F., ai quali si rimanda ogni approfondimento.

 


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2 – Esplosione – scoppio

 

La individuazione del tipo di "rischio assicurato" è descritta e specificata nella polizza e negli allegati alla stessa.

Le procedure di stima e definizione, non differiscono da quelle trattate nei capitoli, riferiti ai danni della polizza G.F., ai quali si rimanda ogni approfondimento.


3 – Fulmine e fenomeni elettrici

 


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3.1 – Premesse e precisazioni

 

Si è voluto intenzionalmente unire i due rischi , in quanto sono spesso oggetto di confusione, con l’intento di precisare quanto segue.

La garanzia è finalizzata ad indennizzare l’assicurato dei danni diretti e materiali agli enti assicurati, dall’azione del fulmine , generalmente con l’esclusione dei danni ad apparecchi ed impianti elettrici.

Pertanto occorre chiarire che i danni diretti da fulmine sono riferibili unicamente all’azione, a volte di forza eclatante, che la scarica elettrica arreca alla materialità delle cose assicurate, sia fabbricato che contenuto e non al fenomeno elettrico , ovvero all’alterazione di tensione elettrica che lo accompagna.

La quantificazione dei danni è riferita unicamente alla determinazione dell’entità della spesa necessaria al ripristino o ricostruzione delle "cose" colpite, se assicurate (*) o delle parti del fabbricato che hanno subito direttamente tale azione.

Nota: Il riferimento è all’oggetto dell’assicurazione, ovvero alla distinzione tra "fabbricato " e "contenuto" .

Per fenomeno elettrico si intende una alterazione violenta ed improvvisa di tensione che causa danno alle apparecchiature elettriche (o elettroniche, risarcibili solo se specificate in polizza).

 


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4 – Furto di infissi e guasti causati dai ladri

 

Questa garanzia prevede il risarcimento, contenuto in massimali e con franchigie , sia per l’asportazione di "cose" costituenti parti di proprietà comune del fabbricato (caso raro), sia per i danni causati dai ladri nel tentativo di compiere il furto (caso abbastanza frequente). Occorre subito chiarire che per questa garanzia, nei casi piú frequenti di sinistro, deve essere chiaramente specificata la "proprietà" degli infissi, che generalmente costituiscono l’oggetto dei danni.

E’ inoltre necessario verificare la eventuale esistenza di "polizze " a copertura degli stessi danni, intestate e stipulate dai singoli condomini e/o conduttori delle singole unità immobiliari che costituiscono il condominio ( caso molto frequente). In presenza quindi di "esistenza" di altre garanzie operanti , in fase di definizione del sinistro, l’indennizzo sarà ripartito in quote con le procedure che sono di seguito proposte per casi di COASSICURAZIONE indiretta ( garanzie non omogenee ).

 


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5 – Eventi atmosferici

 

Questa garanzia è riferita ai danni diretti e materiali causati alle cose assicurate da: uragani, bufere, tempeste, grandine, trombe d’aria –

E’ prestata con limiti di massimale , con scoperti , o con sensibili franchigie. E’ riferita ai danni diretti e materiali alla fisicità degli enti assicurati , consequenziali ai detti eventi. Le procedure di stima, nelle varie casistiche di sinistro, , non differiscono da quelle esposte nel presente manuale; date le molteplici varianti e combinazioni delle garanzie prestate nelle polizze, e frequentemente previste e descritte nelle CONDIZIONI PARTICOLARI o ACCESSORIE), si consiglia l’attenta lettura delle stesse , al fine di poter seguire e controllare, caso per caso, la procedura di definizione che sarà adottata.

Si intende segnalare la necessità di verificare , come indicato nella norma di polizza, che l’evento eccezionale , per essere risarcibile , deve aver interessato ed arrecato danni ad una pluralità di enti della località interessata. In varie occasioni specie per le bufere e trombe d’aria, si verifica frequentemente la richiesta di danni da parte di terzi all’ente assicurato, in funzione di una presunta responsabilità oggettiva riferiva alla dinamica dell’evento, ovvero il seguente caso:

 

  • l’evento atmosferico eccezionale causa il crollo di porzioni del fabbricato, il vento impetuoso trasporta i detriti (del fabbricato assicurato ?) , che colpiscono altri enti limitrofi, quindi cose di terzi, (in genere automezzi parcheggiati o altri edifici), arrecando danni .
  • In tali circostanze viene a volte richiamato, a giustificazione di responsabilità , lo stato di manutenzione dell’edificio assicurato , con riferimento all’art. 2053 C.C. ( (rovina di edificio), ponendo in essere la responsabilità del proprietario (assicurato) per difetto di manutenzione o per vizio di costruzione.

E’ opportuno che in questi casi, al fine di tutelare gli interessi dei condomini , l’Amministratore sensibilizzi al riguardo il Perito incaricato, affinchè sia approfondita in maniera adeguata la procedura di tutti gli accertamenti del caso. Questi accertamenti dovrebbero essere riferiti allo stato di preesistenza del fabbricato, all’assenza di vizi o manchevolezze pregiudizievoli ed anche alla dimostrazione che solamente i detriti dell’ente assicurato, con una determinata traiettoria, abbiano arrecato i danni lamentati, e non la totalità dei detriti trascinati con violenza dall’uragano.

 


PARTE V – CENNI SULLE PROCEDURE per il RAMO R.C. e R.C.D.

 


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Premesse

Data la vastità che co

mpete al "ramo" in oggetto, saranno esposti solamente alcuni cenni relativi ai criteri di procedura, limitandoli ai casi piú frequenti, specie quelli relativi ai fabbricati ed alle costruzioni, infatti le polizze G.F. forniscono la garanzia di R.C. per le responsabilità attribuibili alla proprietà e conduzione degli immobili.

 


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1 – Le denuncie di sinistro

 

Come sempre la denuncia di sinistro costituisce l’atto primario di apertura della procedura di accertamento e definizione.

Nella fattispecie in oggetto la esposizione e descrizione della causa e le modalità dell’evento, per consentire di verificare se le dichiarazioni della parte danneggiata siano coincidenti.

Si suggerisce quindi una indispensabile chiarezza di esposizione, che in mancanza di elementi certi – non conosciuti nel momento in cui viene redatta la lettera di denuncia – possono essere esposti in una successiva lettera di denuncia suppletiva, dovendo il perito identificare nella dinamica dell’evento la "responsabilità" quale elemento precipuo riferibile al rischio garantito.

La denuncia e le eventuali dichiarazioni allegate (vedi nota) devono indicare con precisione il tempo ed il luogo ove il sinistro si è verificato, nonchè tutte le circostante esistenti e preesistenti l’evento.

Nota: Si riscontra sovente che l’apertura di sinistro è costituita dalla richiesta di risarcimento della sola parte danneggiata, senza che la Ditta assicurata – nel nostro caso l’Amministrazione del fabbricato – si premuri di accompagnare la detta richiesta , con una formale denuncia che contenga i dati sopra citati.

E’ bene accertarsi che il perito proceda negli accertamenti dovuti, riferiti, caso per caso, al "tipo del sinistro" in esame, individuando quindi i dati dei terzi danneggiati, verificando sempre l’eventuale esistenza di altre garanzie assicurative operanti sulle cose danneggiate.

 


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2 – La procedura di accertamento e verifica

 

Sono già state trattate nei capitoli precedenti le varie fasi di accertamento e verifica dei dati riferibili al sinistro; anche per questo "ramo" le stesse si ripetono sostanzialmente.

La differenza sostanziale da tenere in considerazione è relativa al fatto che l’accertamento del danno (diretto o indiretto) e la causa generatrice, debbono essere rivolte alla verifica della "responsabilità " dell’assicurato, in quanto a questa fa riferimento la garanzia della polizza.

 

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2 – Criteri informativi sulla Responsabilità civile

 

Quanto di seguito si espone nel merito è stato tratto direttamente dal citato testo " ELEMENTI DI TECNICA ASSICURATIVA " La Responsabilità civile a cura del Dott. A. Bernardi .

Il "concetto" di "Responsabilità civile" è quello di addebitare le conseguenze di un fatto illecito a carico del suo autore diretto ovvero della persona fisica o giuridica alla quale tali conseguenze sono attribuite da norme giuridiche; l’evoluzione di questo "concetto" conduce alle seguenti individuazioni

 

  • il fatto illecito si identifica come: violazione di un obbligo, contrattuale se previsto in un contratto, extracontrattuale se sarà violato l’obbligo del " non nuocere ".
  • il danno ingiusto: è riferibile alla lesione di un interesse patrimoniale a seguito di un evento dannoso.
  • la responsabilità : ha per presupposti la capacità di intendere e di volere, la libertà di agire ed il rapporto casuale tra azione e danno.

L’incapace non è responsabile, chi agisce costretto da forze esterne non è responsabile; ove non sussista un rapporto casuale tra condotta e danno, non esiste responsabilità .

Gli "elementi" e le "condizioni" che esonerano e sono attenuanti della responsabilità possono essere cosi elencate:

 

  • esercizio di diritto o adempimento di dovere
  • legittima difesa
  • stato di necessità
  • caso fortuito
  • forza maggiore

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3 – La condotta –

 

Dolo o colpa La "responsabilità" è conseguente ad una condotta liberamente scelta.

L’evento dannoso può essere originato da azioni e/o omissioni, da un fare o non fare, ma in qualunque caso la condotta deve essere volontaria.

Si ha dolo quando l’azione o l’omissione dia luogo ad un evento anch’esso voluto, cioè con intenzione . Si ha COLPA quando l’evento non sia voluto, ovvero sia "contro l’intenzione". L’Art. 43 del C.P. definisce la colpa come : imprudenza, negligenza, imperizia, inosservanza delle leggi, regolamenti e norme ecc.; si annota l’esistenza di diversi gradi di colpa.

 


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3.1 – Le "responsabilità"

 

La responsabilità diretta : discende da azioni commesse personalmente da un soggetto.

La responsabilità indiretta : è quella conseguente all’azione compiuta da persone delle quali si deve rispondere; nel caso deve esistere una condotta colposa del responsabile civile.

La responsabilità oggettiva : è quella che sorge con il verificarsi dell’evento e che prescinde quindi dalla volontarietà della condotta. (rara) Le principali ipotesi di responsabilità indiretta :

 

  • Responsabilità del genitore o tutore.
  • Responsabilità dei padroni o committenti per fatto illecito di dipendenti.
  • Responsabilità per danno cagionato da cose in custodia, da animali.
La responsabilità del proprietario di edifici può essere attribuita tra l’altro, come segue :
  • per l’esistenza di difetti di manutenzione o vizi di costruzione;
  • la negligenza nel curare la manutenzione dell’edificio, è a carico del proprietario.( rovina di edificio Art. 2053 C.C.)

 


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3.2 – I DANNI di Responsabilità DIRETTI ed INDIRETTI

 

Sono risarcibili solo i danni che siano diretta ed immediata conseguenza dell’inadempimento o fatto illecito (art. 1223 C.C.), con elasticità di interpretazione per la conseguenza diretta ma non immediata. Il "legame" che deve unire l’evento dannoso alla causa che lo ha generato, deve essere costituito da un rapporto di normalità e regolarità causale secondo il principio : " l’interferenza di un fatto interruttivo di questo rapporto determina la cessazione della responsabilità."

 


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3.3 – La responsabilità civile dell’IMPRENDITORE

 

Questo tipo di "responsabilità" esula dalle garanzie prestate nella polizza G.F. oggetto della presente esposizione, ma si ritiene utile fornirne l’Amministratore di immobili notizie utili al riguardo in quanto frequentemente nel corso dei lavori svolti nel fabbricato, sia per conto di terzi sia per conto del condominio ( vedi opere di ordinaria e straordinaria manutenzione alle parti comuni) possono verificarsi sinistri e danni consequenziali che vedono coinvolte garanzie non omogenee (polizza RC Impresa – polizza G.F. ).

Questo tipo di garanzia è riferito alla "responsabilità presunta" che può essere posta a carico dell’IMPRENDITORE per tutti i fatti dannosi che si verifichino durante lo svolgimento della sua attività .

La sua R. C. verso gli OPERAI, per infortuni, non viene contemplata dal presente trattato.

La sua R. C. verso i terzi consiste nella responsabilità per i danni arrecati da un "fatto illecito" che si è verificato nell’esercizio delle incombenze a cui le maestranze stesse sono adibite.

Ovvero quando il danno è stato arrecato dalle maestranze dipendenti nello svolgimento dei loro compiti lavorativi.

La responsabilità dell’Imprenditore sussiste, sotto il profilo temporale, per i danni arrecati nella fase dinamica dello svolgimento dei lavori; nella fase commerciale del trasporto e consegna movimentazione ed operazioni connesse; sussiste anche per i danni arrecati dopo la consegna, ciò nella fase di utilizzo e di consumo dei beni prodotti e consegnati.

 


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3.4 – La responsabilità civile professionale

 

E’ riferibile alla responsabilità del professionista – nella fattispecie in oggetto per l’amministratore di immobili – per danni che pur arrecare a terzi, nell’esercizio delle sue funzioni.

 


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3.5 – Le condizioni generali di Assicurazione e le verifiche

 

Nelle polizze del ramo ( ed in quelle G.F. ) per il rischio in oggetto, la società in sintesi si impegna: "a tenere indenne l’assicurato , quando questi sia tenuto a pagare quale civilmente responsabile ai sensi di legge, a titolo di risarcimento, i danni involontariamente cagionati a terzi: morte , lesioni personali e per danni a cose , in conseguenza di un fatto accidentale verificatosi in relazione ai rischi per i quali è stipulata l’assicurazione.

In caso di sinistro, sulla base di quanto sopra esposto, in forza delle normative di polizza, si dovrà verificare quanto segue :

L’involontarietà è l’aspetto soggettivo del fatto che da origine al danno.

Sta per colposamente , ovvero deve necessariamente verificare l’esistenza della colpa, in quanto l’art. 191…del C.C. sancisce l’esclusione della garanzia per fatti dolosi.

Esistono deroghe da verificare, caso per caso, relative all’esclusione per dolo o colpa grave diretta dell’assicurato, ma derogano i danni cagionati da dolo o colpa grave compiuti da persone di cui l’assicurato deve rispondere.

L’incertezza nel merito delle deroghe, costituisce una serie vasta di questioni legali complesse e delicate, di carattere esclusivamente giuridico, pertanto nei vari casi si suggerisce di interpellare un legale.

ACCIDENTALITA’ Questo "termine" è stato oggetto di precedenti definizioni e ripetutamente trattato in relazione all’accidentalità riferita a varie tipologie e casistiche di danni diretti o indiretti dei rami elementari. Per la presente trattazione – responsabilità civile – si può sommariamente definire " accidentale " il fatto dovuto a causa repentina, ovvero improvvisa circoscritta ed identificabile nel momento del suo verificarsi, ovvero che non è conseguenza di una situazione persistentemente colposa.

Quindi in correlazione al concetto di accidentalità del danno si ha quello di assicurabilità del danno quindi dei rischi d’impresa.

 

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